Eglise du Redentore
Eglise du Redentore Eglise du Redentore Eglise du Redentore Eglise du Redentore Eglise du Redentore Eglise du Redentore Eglise du Redentore

Eglise du Redentore à Venise : un chef-d'œuvre architectural

L'église du Redentore, située dans le quartier de Giudecca à Venise, a été construite entre 1575 et 1577 en réponse à une terrible épidémie de peste. Conçue par l'illustre architecte Andrea Palladio, cette chiesa emblématique a été érigée pour honorer un vœu du Sénat vénitien, symbolisant la fin de la peste qui fit environ 50 000 morts. Son architecture remarquable, mêlant style Renaissance et influences turques, en fait un lieu de culte et de culture majeur, attirant chaque année de nombreux visiteurs désireux de découvrir son histoire et ses œuvres d'art. La façade blanche en marbre, avec ses frontons et ses colonnes, reflète la rigueur et l'harmonie du style palladien, tandis que l'intérieur, simple mais élégant, abrite des œuvres de Tintoret, Palma il Giovane ou Veronese, témoins de la richesse artistique du lieu. La visite de cette église est une immersion dans le patrimoine culturel de Venise, mêlant architecture, histoire et spiritualité. La chiesa du Redentore est aussi célèbre pour sa fête annuelle, le troisième dimanche de juillet, où un pont de barques relie la ville à l’église pour une procession spectaculaire. Située au cœur du Sestiere Giudecca, cette église est un incontournable pour quiconque souhaite explorer la culture vénitienne à travers ses monuments emblématiques.


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#Tags souvent utilisés
#Eglise #Chiesa #Architecture #Église #Culture
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"The Chiesa del Santissimo Redentore, designed by Andrea Palladio, is a striking Renaissance church on the island of Giudecca in Venice, built in the late 16th century as a votive offering after a devastating plague. Its elegant white façade, classical symmetry, and vast interior reflect Palladio’s architectural genius and spiritual intent. Every July, the church becomes the focal point of the Festa del Redentore, a major Venetian celebration of gratitude and renewal."

@drewmillum28

"Adresse : Giudecca 195 Quartier/Zone : Giudecca Notes : Chef‑d’œuvre de Palladio, fête du Redentore"

@maxl2604

"Aller au cafe dans les jardins de l’église"

@abouwapler

"NYT 36 hours (December 2024) Tucked behind a door in an alley called Calle dei Frati on Giudecca — a long island forming the south border of Venice proper — the newly renovated and replanted gardens are filled with cypresses, olive groves, fruit trees, trellised vines, and hundreds of flowers and plants. In winter, the marquee attraction is the early sunset view over the Adriatic Sea. A cafe serves espresso (€4), hot chocolate (€6.50) and more."

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"Couvent des Capucins. Jardins refaits après inondations de 2019 et ouverts au public. "

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"Entrée payante et lieu pas incroyable "

@akemi

"Festa del redentore (secondo weekend di luglio) "

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"Très belle à l’extérieur, pas terrible à l’intérieur "

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"La basilica del Redentore, anche nota come chiesa votiva del Santissimo Redentore o più semplicemente come il Redentore, fu progettata dall'architetto Andrea Palladio nel 1577 sull'isola della Giudecca. È tradizionalmente il fulcro della grande festa del Redentore, celebrata la terza domenica di luglio a memoria del pericolo scampato dell'epidemia di peste che colpì la città nel 1575. Storia Nell'estate del 1576 scoppiò a Venezia una terribile epidemia di peste che in due anni provocò 50 000 morti, quasi un veneziano su tre. Nel settembre del 1576 il Senato chiede l'aiuto divino facendo voto di realizzare una nuova chiesa intitolata al Redentore. Scegliendo rapidamente fra diverse opzioni circa forma, localizzazione e progettista cui affidare la costruzione, nel maggio del 1577 si pose la prima pietra del progetto di Andrea Palladio, che dal 1570 era il Proto della Serenissima (architetto capo della Repubblica di Venezia). Il 20 luglio successivo si festeggiò la fine della peste con una processione che raggiunge la chiesa attraverso un ponte di barche, dando inizio a una tradizione che dura ancora oggi. La chiesa è destinata ai padri cappuccini, che ne determinano sia l'impianto planimetrico secondo il modello dei Francescani osservanti (di cui i Cappuccini costituiscono una filiazione) sia la scelta, in ossequio alla loro Regola di povertà, di rifuggire l'uso di marmi e di materiali pregiati, preferendo mattoni e cotto anche per la realizzazione dei bellissimi capitelli all'interno della chiesa, ricoperti di stucco marmorino a imitazione perfetta del marmo. Nel rispetto della griglia funzionale dei cappuccini, per la definizione della planimetria Palladio riflette a fondo sulle strutture termali antiche (in un rilievo delle terme di Agrippa è possibile ritrovare molti degli elementi che caratterizzano la pianta) come fonte delle sequenze di spazi che si susseguono armonicamente una dopo l'altra. La pianta deriva infatti dall'armonica composizione di quattro cellule spaziali perfettamente definite e diverse fra loro: il rettangolo della navata, le cappelle laterali che riprendono la forma a nartece, la cella tricora composta dalle due absidi e dal filtro di colonne curve, il coro. Una volta definite con precisione tali figure, Palladio studiò soluzioni raffinate per accompagnare il passaggio dell'una dentro l'altra, ricercando un'armonica fusione del tutto. La trabeazione dell'ordine maggiore, ad esempio, fasciò tutto il perimetro interno della chiesa senza mai risaltare in corrispondenza dei sostegni, ed è particolarmente efficace il taglio in diagonale dei pilastri della cupola. Il risultato è frutto di una consumata capacità compositiva e di una particolare sensibilità per gli effetti scenografici. La facciata La facciata del Redentore costituisce l'esito più maturo delle riflessioni palladiane sui fronti di chiesa a ordini intersecati, a partire da San Francesco della Vigna. Nel caso specifico del Redentore, Palladio “monta” più soluzioni antiche, presenti per altro anche nei suoi Quattro libri dell'architettura (1570), come il tempio della Pace di Roma o il Tempio del Sole e della Luna (che sorgeva presso l'Arco di Tito). Il progetto di Palladio (morto nel 1580) fu portato a termine dal proto Antonio da Ponte nel 1592, con pochi rimaneggiamenti nei secoli successivi. La facciata in marmo bianco è uno dei più mirabili esempi di ispirazione classica che tanto resero famoso il Palladio: quattro timpani triangolari e un attico rettangolare si intersecano tra loro, in un contrapporsi di superfici lisce, di lesene e di lunette con statue, ostentando stabilità e rigore classico. Un grandioso portale del 1688 è sovrastato da un timpano sostenuto da due altre semicolonne. Negli intercolumni sono presenti due statue del fiammingo Giusto Le Court raffiguranti l'evangelista san Marco e san Francesco d'Assisi. Poco sopra altre due statue rappresentano san Lorenzo Giustiniani e sant'Antonio da Padova. Ancora altre tre statue sono poste sopra il timpano superiore e raffigurano la Fede e due angeli. Interno L'interno è a navata unica, con imponenti e decorate cappelle laterali. Grande importanza ha la luce, come in tutte le opere palladiane, vera protagonista dell'interno, che valorizza volumi e decorazioni. L'edificio ha pianta rettangolare, con un singolare quanto splendido transetto costituito da tre absidi comunicanti con la grande cupola centrale. Dall'intersecazione di essi partono due sottili e leggeri campanili cilindrici, con tetto a cono, simili a minareti."

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"Demander à aller au jardin potager"

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"Chiesa in marmo bianco con cupola e interni eleganti, costruita da Palladio per ricordare la Morte Nera. "

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"Entre 1575 et 1577, une terrible épidémie de peste provoqua environ 50 000 morts. En 1576, le Sénat décréta l'érection d'une église consacrée au Rédempteur. Depuis cette date, chaque année, le 3 e dimanche de juillet, un pont de barques relie la Fondamenta delle Zattere à l'église du Redentore, ce qui permet aux pèlerins de gagner l'église à pied et de remercier le Christ Rédempteur d'avoir mis fin à l'épidémie. La construction de l'église a été confiée par les frères capucins à Andrea Palladio, à l'époque, l'architecte le plus célèbre de la Vénétie et dont le style correspondait parfaitement à l'exigence de rigueur des frères. La façade est caractérisée par un imposant fronton et par un grand escalier dont les 15 marches symbolisent la montée au Temple de Jérusalem. L'intérieur à plan longitudinal présente une structure idéale pour les processions : une nef centrale avec des profondes chapelles latérales couvertes d'un arc triomphal et, enfin, un choeur simple et rectangulaire protégé de 6 colonnes. Les oeuvres d'art qu'elle abrite sont extrê­mement intéressantes : une Nativité et une Résurrection , dues à Francesco da Ponte, ornent le premier autel de droite et le deuxième de gauche. Egalement, une Flagellation et une Ascension du Tintoret, de 1588, ainsi qu'une Translation du corps du Christ au sépulcre  de Palma il Giovane, du XVII e siècle, ornant le troisième autel de gauche. Mais l'oeuvre la plus remarquable est une Vierge à l'Enfant d'Alvise Vivarini, appartenant à la période de maturité de l'artiste."

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"La chiesa del SS. Redentore è tempio tra i più celebri e venerati di Venezia e centro di una delle feste popolari più sentite. Venne eretta su iniziativa del Senato della Repubblica nel 1577 a onorare un voto fatto durante la terribile pestilenza del 1575-77. L'opera, commissionata ad Andrea Palladio, rappresenta uno dei massimi capolavori architettonici del Rinascimento e venne terminata dopo la morte del celebre architetto da Antonio da Ponte, che rispettò fedelmente il progetto palladiano. La facciata, che a distanza emana il fascino di un bassorilievo, ha il tipico impianto palladiano con i timpani spezzati dalle semicolonne e l'elemento orizzontale che la contiene e la geometrizza. L'interno, intonacato di bianco, ha la grandiosa semplicità del tempio classico. La pianta, impropriamente detta a croce latina, si sviluppa piuttosto genialmente in una serie di spazi funzionalmente destinati ad usi diversi (l'aula, il presbiterio, il coro) e concatenati tra loro come se predisposti allo svolgersi della cerimonia processionale. "

@antonio.skrocas

"Palladio lundi - samedi 10:00 16:45 12 euros "

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"Designed and built by Palladio (the architect behind the Church of San Giorgio Maggiore) and after his death, completed by Antonio da Ponte (the architect responsible for the Rialto Bridge). Il Redentore features a white marble façade designed after ancient temples with a brick exterior, dome, and two bell towers with a slight Turkish influence. Inside the church continues the temple-theme in white with a row of Corinthian columns running the length of the aisle. The sacristy boasts an impressive art collection with paintings by Veronese, the Bassanos (Francesco, Leandro, and Jacopo), Tintoretto, and Rocco Marconi, among others. Visit on the third Sunday in July for the Festa del Redentore, a uniquely Venetian celebration since 1592, with fireworks the night before and a procession on a temporary pontoon bridge from the Zattere across the canal to the church."

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"Ontwerp Palladio, perfecte tempel gecombineerd met basilica, 3 tempelfronten, beelden, blok (ref Pantheon) waarachter tongewelf en koepel, koor heeft triconchale (klaverbladvorm)"

@christelvandegehuchte

"Palladio corintio articulado "

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"Palladio, 1577-92, renaissance "

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"Kyrka med renässanskonst. Längst ned på gatan finns en trädörr med en gömd trädgård bakom."

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"Kyrka med renässanskonst. Längst ned på gatan finns en trädörr med en gömd trädgård bakom."

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