FAI Villa Necchi Campiglio

FAI Villa Necchi Campiglio

Via Mozart, 14, 20122 Milano, Italie

https://www.fondoambiente.it/luoghi/villa-necchi-campiglio
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MILAN / LOMBARDIE

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Entourée par un vaste jardin avec piscine, cette somptueuse villa urbaine construite entre 1932 et 1935 illustre le train de vie élevé que menaient les soeurs Necchi. A l'intérieur deux collections différentes : des peintures début XX e siècle et une série d'objets d'art et de tableaux du XVIII e siècle. A ne pas rater le ravissant café-restaurant dans le jardin. Le site a été immortalisé dans le film de Luca Guadagnino, I am Love, avec l'incroyable premier rôle de l'actrice Tilda Swinton.

In the Loup - a foodie's world map

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Deedee

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Burgers : les meilleures adresses 🍔

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Alec Ramazzotti-Malin

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TownHouse Hotels

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Ce qu'en disent les utilisateurs

12-13/5 feria de flores y plantas 15€

@itskattte

Fa parte del Circuito delle Case Museo di Milano

@teresacalzavar

Maison des années 30 de la bourgeoise milanaise magnifique !! A voir absolument

@bettina.bodin

Magnifique villa à visiter Tout est d'origine à l'intérieur Maison du tournage de house of Gucci !

@coraline_srdt

Villa dei primi del 900 stupenda con giardino. Ingresso under 25 a 9€ e guide gratuite del FAI all’interno

@martapaganelli

Giardino d’inverno bellissimo nelle giornate di sole

@gaiavilla00

Villa Art Deco tres bien conservée

@louis.marchandise

Idéal pour se détendre, prendre un thé près de la piscine ou du terrain de tennis, la Villa Necchi est une véritable oasis à deux pas de Milan. Sans compter qu'elle se visite. L'occasion d'admirer la belle architecture années 30 pensée par Piero Portaluppi.

@lou.mas

Villa fai, della famiglia della macchina da cucire. C'è un baretto nella serra

@ade.zuli

Dove hanno girato Io sono l'amore di Guadagnino

@shaifred

Buono per un aperitivo veloce, solo per la location, cibo abbastanza medio. La visita della villa è esclusa se si mangia al bar/ristorante ma comunque si può fotografare da fuori

@fabiovalle001

Villa art déco des années 30 / très intéressant à visiter

@clemizoubi

Villa di design anni 30 nel cuore di Milano. Aperture: da mercoledì a domenica 10-18, venerdì 10-19.30. Prezzo: ingresso €14, giardino €4, visita guidata €20. Patrimonio del FAI

@sara.cumaro

Il primo weekend di Marzo si tiene la manifestazione floreale “Un soffio di Primavera”

@IlaMalvi

Casa museo, villa costruita negli anni 30 da un famoso architetto di Milano, Piero Pertaluppi

@black_qu3en

La villa è progettata da Portaluppi per Angelo Campiglio, la moglie Gigina Necchi e la cognata Nedda, esponenti dell’alta borghesia industriale. Il terreno è situato lungo via Mozart, aperta con Regio Decreto nel 1908 all’interno dell’ex giardino Sola-Busca, già Serbelloni, compreso tra l’omonimo palazzo in corso Venezia e un mosaico di ampi spazi verdi di pertinenza dei palazzi nobiliari sorti tra Sette e Ottocento lungo corso Venezia e corso Monforte. L’area è connotata dall’originalità, per certi versi eversiva rispetto al gusto dominante, degli interventi architettonici che dagli anni Dieci la qualifi cano. Basti citare il palazzo Berri Meregalli, in via dei Cappuccini, sorto nel 1913 ad opera di Giulio Ulisse Arata, il palazzo Fidia in via Mozart e gli interventi in via Serbelloni opera di Aldo Andreani, della seconda metà degli anni Venti, ovvero i palazzi della Società Buonarroti-Carpaccio-Giotto in via Salvini e la villa Zanoletti in via Mozart 9, entrambi completati nel 1930 dallo stesso Portaluppi. Entro questi termini l’attribuzione dell’incarico all’architetto appare una scelta elitaria ma anche profondamente coerente rispetto alle peculiarità del sito. L’accesso alla villa avviene attraverso la palazzina della portineria e dei garages: un piccolo corpo che nella composizione dei prospetti e nell’uso dei materiali di rivestimento – granito, ceppo, marmo – riecheggia la costruzione principale, e che col muro di cinta e la cancellata costituisce una barriera tra la dimora e la città. L’esterno della villa, severo e compatto, segnato orizzontalmente dalla partizione tra piano terreno, primo piano e un terzo livello arretrato, gioca sulla compresenza di aperture arcuate e architravate, oculi, cornici, fasce marcapiano, piccoli aggetti, variazioni materiche e sobri inserti decorativi – come la meridiana su uno dei fronti laterali o le aperture a forma di stella – che conferiscono a ciascun prospetto una propria individualità. La stereometria e la sobrietà decorativa delle fronti rivela l’adesione alle più aggiornate tendenze architettoniche, che nel corso degli anni Trenta sarebbe diventata sempre più marcata nell’architettura portaluppiana. Una scala con gradini a forma semicircolare, di cui vi è eco nella sovrastante pensilina, introduce direttamente dal giardino nell’atrio del piano terreno, dominato da un grande scalone che conduce al primo piano, dove sono collocati gli appartamenti padronali e le camere per gli ospiti. La hall funge da snodo per le due ali del piano di rappresentanza: quella di sinistra composta da sale di soggiorno e conversazione, quella di destra dedicata alle occasioni conviviali, con la sala da pranzo e i due offi ce. Una seconda scala in posizione defilata collega il piano terreno con un seminterrato, nel quale originariamente si trovavano gli spazi di servizio, compresa la cucina, e sale per lo sport e per il cinema e raggiunge un ultimo piano destinato alle stanze per i domestici. Gli interni sono stati in parte rimaneggiati nel secondo dopoguerra dall’architetto Tomaso Buzzi. Rimangono tuttavia alcuni elementi originali, che esemplifi cano l’idea di “opera d’arte totale” sottesa al progetto portaluppiano. Una serie di accorgimenti tecnici rimanda a una dimensione di comfort e benessere certamente perseguita dagli abitanti della villa, mentre la piscina, insieme all’adiacente campo da tennis, allude alla possibilità di vita all’aria aperta connaturata all’ideologia stessa della vita in villa.

@dannatiarchitettipodcast

Gitino nella Milano razionalista 📐

@elisa.argelli

Angoli di una Milano nascosta...

@lucreziavandoni

“Ce Melàne tenève u màre, avèv’a ièsse na piccola Bbare” (“Se Milano avesse il mare, sarebbe una piccola Bari”). Ma visto che il mare non c’è, perché non farsi una piscina in centro? 😎 Questa l’idea della famiglia Necchi Campiglio. La Villa, gioiello dell’architetto Portaluppi del 1935, è oggi visitabile e rientra nei beni del FAI. Il bagno però vi tocca continuare a farlo all’Idroscalo! 😅 ~ Milan isn’t located near the sea, but who needs the seaside when you can build a pool right in the city centre? 😎 This is the wonderful Villa Necchi Campiglio, a precious gem by architect Portaluppi. Built in 1935, it’s open to the public and is one of the FAI buildings (Fondo Ambiente Italiano, the Italian National Trust). However, you still have to go to Idroscalo if you wanna take a dip! 😅 ~

@ilpiccionedimilano

Villa of the 30s that is really beautiful. A good original thing to do if one has time (prob need to book a tour online)

@silviarigam

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