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"Vero prototipo di teatro moderno, questo gioiello del classicismo cinquecentesco fu ideato per gli svaghi di corte da Vincenzo Scamozzi nel 1588, ispirandosi al modello palladiano del Teatro Olimpico di Vicenza. La sua eleganza solenne è celebrata già all'esterno dove, su una fascia marcapiano, è riportata l'iscrizione latina: 'ROMA QUANTA FUIT IPSA RUINA DOCET (la grandezza di Roma è celebrata attraverso le rovine dei monumenti antichi), a sottolineare gli ideali classici cui si ispirò Vespasiano nel suo progetto su Sabbioneta. L'operazione dello Scamozzi è intellettualmente manierista, perché ricostruisce egli sostanzialmente l'idea d'un teatro romano, proprio per via della grande rovina di Roma, con la sua parte centrale e le sedute intorno, ma lo inserisce in tutta la sua dimensione, così come se fosse all'aria aperta, all'interno di un edificio. Gli affreschi sulle pareti hanno proprio come scopo quello di dare l'impressione che questa struttura si trovi all'interno di una città antica e il soffitto, oggi in legno a cassettoni, un tempo era dipinto di un bel color azzurro cielo - l'illusione era totale. Con una sola contraddizione rispetto alla tradizione dei teatri dell'antichità: il cannocchiale che esaspera il concetto prospettico. La sala, a forma rettangolare, è divisa in due vani separati dall'area dell'orchestra: uno occupato dal palco e l'altro dalla cavea semicircolare. La scenografia non è originale; è stata messa recentemente (1966) sulla base dei disegni che riprendono il pensiero dello Scamozzi, ed evoca la città di Sabbioneta. L'architettura d'interni è straordinariq, con le colonne in stucco e le statue di divinità che concludono l'emiciclo (opera dello scultore veneto Bernardino Quadri, che da vicino appaiono abbastanza rozze, ma da lontano restano altamente evocative). Dietro, al di là dell'articolazione architettonica, Scamozzi dipinge già i moderni loggioni con gli spettatori protesi ad assistere alla scena, e con la stessa genialità pone sul proscenio (parola che compare per la prima volta in assoluto nel suo progetto per questo teatro) un palco da proscenio e uno spettatore modernissimo, un medico chirurgo. È un'intuizione straordinaria: un secolo e mezzo più tardi palchi, legge e loggioni inizieranno ad apparire in tutti i teatri. Ai lati, le pareti lunghe sono affrescate con due archi trionfali nei cui fornici centrali si aprono vedute di Roma (Piazza del Campidoglio e Castel Sant'Angelo) opera di artisti della bottega di Paolo Veronese. "
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"Un complexe architectural spectaculaire, édifié à partir de 1588, d'après le projet de Vincenzo Scamozzi, élève de Palladio. Ici furent présentées les premières pièces de Monteverdi au début du XVII e siècle. Il s'agit du premier théâtre " moderne " de l'histoire, avec une véritable entrée réservée aux artistes, indépendante de l'entrée des spectateurs, et des jeux de perspective impressionnants. Le plafond de la salle imite un ciel étoilé et la scène, en trompe-l'oeil, représente une rue de face."
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