Cathédrale de Brescia
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#Chiesa #Church #Visitato #Visite #Architettura
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"La cupola del Duomo , edificio che rappresenta uno dei simboli più riconoscibili della città, segna indiscutibilmente lo skyline di Brescia. Per raggiungere tale magnificente risultato, però, ci vollero più di due secoli: iniziato nel 1604, il cantiere della Cattedrale Estiva di Santa Maria Assunta terminò solo nel 1825, a causa di dispute tra i vari progettisti, della peste del 1630 e della crisi economica conseguente. Così, il lunghissimo arco di tempo ha finito per produrre un edificio che mescola le linee barocche secentesche con quelle neoclassiche sette- ottocentesche. La grandiosa facciata esterna è in marmo di Botticino, le cui cave dalla storia antichissima rifornivano la città già in epoca romana. L'interno a croce greca, sormontato dalla cupola alta ben 84 m progettata da Luigi Cagnola, nonostante la presenza di considerevoli opere d'arte e l'utilizzo massiccio del marmo è invece pervaso da una certa freddezza. Due elementi molto diversi tra loro attirano l'attenzione: nell’altare a destra, la rinascimentale Arca di Sant'Apollonio, monumento funebre al vescovo bresciano del IV secolo e impreziosita da delicati bassorilievi, e nel braccio sinistro il Monumento a Papa Paolo VI di Raffaele Scorzelli (1984), sormontato da tre tele sulla Vita della Vergine del Romanino. Da vedere anche un crocifisso ligneo quattrocentesco e un'Assunta di Palma il Giovane."

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"“Duomo Nuovo LUOGO DI CULTO (cartina; Piazza Paolo VI; 7.30-12 e 15-19, orario variabile, visite sospese durante le messe) La sua grandiosa cupola segna indiscutibilmente lo skyline di Brescia. La Cattedrale Estiva di Santa Maria Assunta, per tutti il Duomo Nuovo, fu eretta fra il 1604 e il 1825 nell’area su cui un tempo sorgeva l’antichissima basilica paleocristiana di San Pietro de Dom (V-VI secolo), costruita con materiali di spoglio del vicino foro romano. Il cantiere durò oltre due secoli, a causa di dispute tra i vari progettisti, della peste del 1630 e della crisi economica conseguente. Questo lunghissimo arco di tempo ha finito per produrre un edificio che mescola le linee barocche secentesche con quelle neoclassiche sette-ottocentesche. La grandiosa facciata esterna è in marmo di Botticino, le cui cave dalla storia antichissima rifornivano la città già in epoca romana (v. lettura A Botticino, lungo la v del marmo). L’interno a croce greca, sormontato da una cupola alta ben 84 m progettata da Luigi Cagnola, nonostante la presenza di alcune opere d’arte, è pervaso da una certa freddezza. Tutte le decorazioni che vi circondano sono in marmo, anche quelle che di solito nelle chiese “si ottengono con il più economico stucco. Spiccano due elementi molto diversi tra loro: la rinascimentale Arca di Sant’Apollonio, monumento funebre al vescovo bresciano del IV secolo e impreziosita da delicati bassorilievi, e l’impressionante Monumento a Papa Paolo VI, santificato nel 2018, opera del 1984 di Raffaele Scorzelli.” Passi di Lombardia (Italian Edition) William Dello Russo Il materiale potrebbe essere protetto da copyright. Passi di Lombardia (Italian Edition) William Dello Russo Il materiale potrebbe essere protetto da copyright."

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"Brescia se vante bien de posséder non pas une mais deux cathédrales ! Aux côtés de l'ancienne cathédrale, un nouvel édifice fut édifié ultérieurement. Fleuron de l'art roman, le Duomo Vecchio ou " Rotonda " est un des rares exemples d'édifice religieux du XI e siècle à plan central. Bâti sur les vestiges d'un sanctuaire plus ancien, il conserve à l'intérieur un intéressant cycle de toiles à sujet religieux des peintres de l'école de Brescia Moretto et Romanino (XVI e siècle) et des vestiges d'anciennes mosaïques. Tout aussi remarquable, le gisant de l'évêque Berardo Maggi du XIV e siècle, en marbre rose de Vérone. Sur la gauche de la Rotonda s'élève le Duomo Nuovo, plus " moderne ", dont l'imposante façade en marbre blanc domine la piazza Paolo VI. Sa construction s'étend du XVII e au XIX e siècle, ce qui en entacha l'unité stylistique. A l'intérieur, de nombreuses toiles de l'Ecole de Brescia (Moretto et Romanino) ainsi qu'un retable de Giuseppe Nuvolone de 1679, ex-voto pour la fin de la peste qui décima la population de Brescia en 1630."

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